Codici è una mostra che indaga il ruolo del codice come infrastruttura invisibile del presente, mettendo in relazione pratiche artistiche contemporanee con le ricerche storiche dell’arte programmata, cinetica e algoritmica. Dalle sperimentazioni sulla serialità, sul movimento e sull’automazione fino alle forme attuali di intelligenza artificiale, ambienti immersivi, realtà mista e processi bio-tecnologici, il codice emerge come principio operativo comune.
Non è una mostra sulla tecnologia, è una mostra su ciò che la tecnologia nasconde.
In un mondo governato da algoritmi opachi e modelli predittivi, il codice non è più soltanto uno strumento: è un ambiente. Già nelle avanguardie del secondo Novecento, l’opera si configurava come sistema, istruzione, processo. Oggi quella stessa logica si espande nei linguaggi computazionali contemporanei.
Gli artisti in mostra intercettano, decifrano e rendono visibili i codici che strutturano la realtà — naturali, linguistici, computazionali, percettivi — trasformandoli in materia estetica e campo di ricerca.
Dai dispositivi di luce e movimento alle immagini prodotte da calcolo, ai sistemi interattivi e immersivi, fino alle interfacce tra biologia e macchina, il percorso costruisce una mappa delle forme del codice, tra continuità storica e trasformazione tecnologica.
L’obiettivo è chiaro: mostrare come il codice non sia un elemento tecnico separato dal mondo, ma una condizione diffusa che attraversa percezione, linguaggio e produzione artistica, dalle avanguardie programmate fino alle pratiche algoritmiche contemporanee.









