Martha Boto

Martha Boto


Boto è considerata parte del movimento degli artisti cinetici argentini degli anni sessanta. Negli anni ’30 conosce l’artista di origini italiane, Gregorio Vardanega, primo in Argentina a creare un’opera che coinvolgesse il movimento, nel 1959 si trasferiscono entrambi in Francia per portare avanti le comuni ricerche artistiche. Boto concentra il suo lavoro sulla ricerca e sulle variazioni ottiche della luce e del colore. Le sue opere cinetiche e ottiche sono orientate alla giustapposizione di rilievi statici o mobili, sperimentando il caso, il gioco e il movimento. Queste ricerche estetiche l'hanno portata a esplorare il potenziale dei materiali adatti a modificare, assorbire e riflettere la luce, come alluminio, acciaio inossidabile, specchio e plexiglass.  Nel 1964 approda così a un’estetica più articolata utilizzando meccanismi elettrici e luce proiettata su elementi in movimento. Nascono così le prime scatole lumino-cinetiche. Gli specchi, le superfici sfacettate o di metallo riflettente, giocano un ruolo fondamentale nell’abilità dell’artista di distorcere lo spazio e di trasformare l’apparenza di ogni elemento regolare per creare una profondità indefinita.


artworks by Martha Boto